Preparare un vin brûlé che sappia stendere un alpino

Indecisi tra il passarvi la ricetta per una Sangria da urlo o per un Vin brulé da far resuscitare un alpino…abbiamo deciso di optare per questa seconda prelibatezza certi di poter contare oltre che su tutte le Penne Nere iscritte al nostro blog- viva gli Alpini, sempre! – anche sulla necessità di rimediare presto qualcosa di corroborante per affrontare freddo e grigiore tipici dei mesi autunnali. Vada quindi per la ricetta di questa deliziosa bevanda aromatica a base di vino caldo che gli anglosassoni chiamano “mulled wine” e i tedeschi “glühwein”, ovvero vino bruciato.

Questa preparazione a base di spezie, agrumi, zucchero e vino rosso corposo, tipica delle zone montane italiane e dell’Europa centrale, è ancora da molti considerata un antico rimedio per combattere i malanni stagionali e deve principalmente le sue capacità curative, se così le vogliamo definire, all’insieme di ingredienti che la compongono…una mano santa direbbero le nonne:

  • i tannini del vino sono antagonisti naturali delle proteine dei virus.
  • la cannella viene usata da sempre per combattere gli stati influenzali.
  • i chiodi di Garofano sono potenti antibatterici.
  • le scorze di limone hanno proprietà antisettiche e balsamiche…insomma, una bomba!

Ma quale vino utilizzare?

Per noi di Drop c’è una sola regola: il vin brûlé deve profumare, sedurre chi degusta e invitare al sorso con il suo vapore. Privilegiate vini morbidi, ricchi di aromi e di struttura, possibilmente con un buon residuo zuccherino se preferite un gusto più abboccato. La regola, forse l’avete già capito, è molto semplice: per avere un buon risultato, dovete partire da una buona materia prima! Quindi non risparmiate sul prodotto perché si mostrerà decisivo 😉

Vi diamo a tal proposito qualche consiglio mirato:

  • se siete in centro Italia, o in Romagna, il vino migliore per il vin brulé è il Sangiovese (da tenere in considerazione il Nicolucci Sangiovese Superiore Predappio Riserva 2016, adattissimo alla causa) , da preferire per il suo carattere deciso, mentre l’Emilia terra di Lambruschi saprà donarvi profumi molto suadenti: da preferire sono le varietà Grasparossa, Salamino e Maestri per la loro carica di colore.
  • in Veneto, invece, si cambia colore e la tradizione vede l’impiego prevalente di vini bianchi come gli internazionali Sauvignon Blanc e Chardonnay (sul fronte rossi, volendo, si può anche usare il Cabernet Sauvignon). Queste varietà non mancano in Alto Adige, ma le popolazioni locali apprezzano maggiormente il Pinot Nero e la Schiava/ Vernatsch.
  • nelle Langhe, chi è chi è particolarmente esigente, non esita a utilizzare il Barolo come base per il proprio vin brulé. Se avete a disposizione un altro budget, potete sempre affidarvi a un ottimo Nebbiolo o a una rubescente Barbera.

A variare, in alcune versioni di questa ricetta, sono anche gli aromi: c’è chi usa il cardamomo oppure lo zenzero e chi aggiunge anche dei pezzetti di mela per insaporire il vino. Il risultato sarà comunque una bevanda profumata e dal gusto intenso perfetta da accompagnare a caldarroste fumanti e strudel di mele.

Bando alle ciance, veniamo alla ricetta del vin brûlè più diffusa e che crea meno dispute a livello regionale ;).

Ricetta vin brûlé

Ingredienti

Vi servono:

Vino rosso 1 l
Zucchero 100 g
Scorza di limone non trattato 1
Scorza d’arancia non trattata 1
Cannella in stecche 2
Chiodi di garofano 8
Bacche di ginepro 5
Anice stellato 1
Noce moscata q.b.

Come prepararlo…in pillole

Preparate tutte le spezie che vi serviranno per la ricetta, quindi tagliate sottilmente la scorza del limone e dell’arancia, senza prelevare la parte bianca che renderebbe amara la preparazione. In un tegame di acciaio dai bordi non troppo alti versate lo zucchero, unite le stecche di cannella, le bacche di ginepro, i chiodi di garofano e l’anice stellato. Aggiungete anche la scorza degli agrumi e in ultimo versate il vino rosso corposo. Ponete la pentola sul fuoco e portate lentamente a ebollizione: fate sobbollire a fiamma dolce per 5 minuti mescolando fino al completo scioglimento dello zucchero.
A questo punto avvicinate una fiamma alla superficie del vino, potete usare un cannello oppure uno spiedino di legno, facendo molta attenzione a non scottarvi: l’alcool contenuto nel vino prenderà fuoco e dovrete lasciarlo fiammeggiare fino al completo spegnimento. Quando il fuoco si sarà spento, filtrate il vin brûlé attraverso un colino a maglie fittissime e servitelo fumante.

Se dovesse avanzare- come no! – potete conservare il vin brûlé in frigorifero per massimo 2-3 giorni.

Buon vin brûlé a tutti!

Droplet: Simo

Thanks to giallozafferano.it, lacucinaitaliana.it, cucchiaio.it)

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Vin Brûlé
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